10 anni dalla “V” alla “R”. E un Evento per celebrarli

Esplosioni d’arte e fuochi d’artificio. Candele e musica. Note alte e sorprendenti passi di danza. Un libro e una donna che si è presentata con eleganza. Ognuno ha il suo ricordo personale della festa organizzata da Van Clair per i primi dieci anni di attività, in un castello.

Un’occasione creata con impegno e cura. Il caso non è una componente dell’organizzazione degli Eventi e lo sa meglio di tutti chi si dedica a questo lavoro da tutta la vita. C’entrano l’amore per i dettagli, la passione, la tensione e il voler regalare un momento perfetto a chi si presenta alla porta con l’invito in mano. In questo caso, il 18 maggio, si trattava del cancello del Castello di Lajone, a Quattordio. Location da favola per una serata che ha avuto molti significati: dopo dieci anni bisogna fermarsi e pensare al futuro ma anche alle realizzazioni. È stato un “punto e virgola” per Federica D’Alù, che ha fondato VanClair nel 2009 nella sua città, Valenza (Alessandria), dove è tornata dopo lunghi periodi di spostamenti, esperienze e attività in giro per il mondo. Dopo dieci anni di contratti firmati, Eventi realizzati e team building andati esattamente come si immaginava, ha voluto celebrare quel nome, quell’idea avuta durante uno dei viaggi dagli Emirati al Giappone. Era ora di tornare a casa.

L’ha fatto con determinazione, ha lavorato duramente per dieci anni, con uno staff impeccabile, e ha voluto raccontare questa storia in un modo unico: un libro d’arte creato insieme ad Antonio De Luca (scultore, pittore) e a Maria Luisa Caffarelli che ne ha curato i testi. Con alcune parole chiave ha reso le emozioni e le difficoltà di un mestiere fra tavoli da allestire e luci da sistemare, clienti da seguire con affetto e presentazioni da stampare, cantanti e ballerini, scalette e feedback, ritardi e sbagli a cui saper porre rimedio. In fretta, perché è importante essere tempestivi.

L’Evento Van Clair è iniziato con un aperitivo in una delle sale più suggestive del castello: si poteva conversare ascoltando musica soft e degustando cocktail preparati da un barman professionista e piatti di crudo di pesce affettato sul momento e trasformato in una ceviche. Lo stupore si è fatto realtà arrivando alle scuderie, zona scelta per la cena-spettacolo: centinaia di candele si specchiavano su tavoli finemente apparecchiati, tra trasparenze e luci colorate. Una volta seduti, si è capito che non sarebbe stato solo un pasto: dopo una breve presentazione del libro – ma alcune delle pagine disegnate dall’artista De Luca, ad acquerello e matita, si potevano ammirare, in grande formato, in giardino e all’interno della sala scelta per la cena – la cantante stretta in un meraviglioso vestito ha calamitato l’attenzione durante la prima di una serie di esibizioni degne di un teatro, accompagnata da ballerini, giochi di luce e cambi d’abito e di atmosfera.

È stato un racconto, più che un Evento. Gli ospiti hanno capito cosa è importante per Van Clair: la visione, l’amore, la costanza, l’emozione, le relazioni, le realizzazioni. Possono trovare tutte queste componenti, e godere della parte artistica e delle parole, all’interno del libro che è stato regalato alla fine della cena, subito dopo un altro dono: uno spettacolo di fuochi d’artificio da ammirare, mentre i dolci venivano serviti in mongolfiere bianche, dalle vetrate delle scuderie o dal prato del giardino del castello. Un ultimo momento di colore e gioia per lasciare un ricordo, vero e suggestivo, di una festa importante per Van Clair. I primi dieci anni non si scordano mai.

di Valentina Frezzato

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