Come mantenere alta l’attenzione durante una presentazione

Illustrare un progetto o parlare a un pubblico di un determinato prodotto non è una passeggiata, soprattutto se la platea che ci si trova di fronte è medio grande.

Tutta “colpa” dell’attenzione, che inesorabilmente cala rimanendo altissima per i primi cinque minuti, media per quindici e che si esaurisce nell’arco di mezz’ora. Ma ci sono delle accortezze da tenere in considerazione per riuscire a offrire una presentazione che sia efficace, che venga recepita al meglio e che trasmetta davvero le informazioni che erano state prefissate. E per non farsi ricordare come “noioso”.

L’attenzione si può, in qualche modo, stimolare. Per esempio evitando che le persone rimangano connesse: sia il telefonino (con app, social, messaggi) che la posta elettronica, anche se si usano per lavoro in quel determinato momento, sono una fonte di distrazione. Meglio quindi provare a evitarle assicurandosi in qualche modo che le persone non abbiamo accesso a questi dispositivi.

La distrazione può essere causata anche da hostess e camerieri che si muovono in sala, dalle porte che si aprono e si chiudono. Quindi l’ambiente in cui si decide di organizzare la presentazione deve essere il più possibile “quiet”, cioè silenzioso, tranquillo. Per evitare che ci si giri per vedere cosa sta accadendo.

Durante il discorso bisogna fornire poche informazioni e poco alla volta, perché bisogna dare al cervello il tempo di assimilare. Meglio intervallare i concetti suddividendoli in blocchi da dieci minuti. È sempre una buona idea comunicare con immagini anziché solo con le parole: una comunicazione visiva è meglio recepita e rimane impressa nella memoria più facilmente; con questo sistema si può ottenere quasi il 50 per cento in più dell’attenzione. Anche per questo è importante farsi aiutare dai professionisti, che organizzino l’Evento e si occupino anche della realizzazione della presentazione.

Un trucco classico degli oratori e degli esperti di public speaking è quello di essere a contatto diretto con chi ascolta. Quindi interagire con il pubblico, attraverso la classica modalità domande e risposte, chiedendo magari delle opinioni o stimolando uno scambio di esperienze fra i partecipanti. Senza esagerare perché non bisogna entrare in estrema confidenza, ma rimanere sempre professionali. L’ultimo consiglio è cercare di comunicare emozioni attraverso un’esperienza personale, un video, il racconto di una storia. Le emozioni prevalgono sulla razionalità e sicuramente aiuteranno a ricordare ciò di cui si è parlato, senza sbadigli.

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