Il giusto utilizzo dei social per il personal branding

Presentare se stessi è una sfida, soprattutto se il mostrarsi deve essere legato al marketing. Per questo è così importante occuparsi con serietà e professionalità del “personal branding”, cioè della strategia per promuoversi, per far capire quali sono le reali competenze e quanto le esperienze maturate siano servite (e serviranno).

Ci si trasforma, in qualche modo, in un brand, in un marchio. È fondamentale curare la propria immagine professionale, a partire dai social ma pure sul sito web e su eventuali brochure e biglietti da visita.

Per poter parlare e (di conseguenza) far parlare di noi come professionisti sono indispensabili l’utilizzo dei social network e la creazione di contenuti. Se non si è online con un sito o un blog, è ancora più importante creare dei profili professionali sulle piattaforme maggiormente frequentate. E capire come gestire i social media. Così se vi cercano su Google vi troveranno.

Ma quali sono i social in cui bisogna esserci? Innanzitutto LinkedIn: è sicuramente quello più adatto per creare un profilo professionale. Ci sono numerose e dettagliate informazioni da inserire, ma ci si può davvero connettere con una vasta rete di figure chiave di ogni settore. La foto deve essere giusta: senza occhiali da sole o in costume o con altre persone, per dire. Non serve collegarsi a tutti, bisogna selezionare quali figure avere nella propria rete; è importante partecipare scrivendo direttamente articoli o condividendo quelli del proprio blog, ad esempio, per dare modo alle persone di identificarci e qualificarci come professionisti del settore a cui apparteniamo.

Instagram è il social dello storytelling e delle foto, non è così semplice come può sembrare: la difficoltà sta nella scelta degli hashtag giusti, ma anche nella creazione di contenuti con costanza. Siete in grado di proporre stories ogni giorno? Bisogna comunque utilizzarlo con un progetto preciso, seguendo profili in linea con la propria attività o quelli d’ispirazione.

Di Facebook si conosce quasi tutto. È il social più famigliare, quello dei compleanni e delle foto con gli amici. È adatto per il social media marketing: si può aprire una pagina aziendale in cui condividere articoli, foto, informazioni parlando del proprio lavoro con un tono più leggero rispetto a LinkedIn. Twitter è un caso a sé: in Italia è utilizzato da politici, giornalisti, scrittori, non tanto come all’estero; va conosciuto e provato, seguendo i profili più interessanti e, anche qui, utilizzando gli hashtag giusti per rientrare nelle discussioni e fare “tendenza”. Ovviamente in diretta, nell’immediato. Non si può parlare di un tema tre giorni dopo.

Qualunque sia la piattaforma scelta per promuoversi e farsi conoscere, c’è un aspetto fondamentale: bisogna presidiarla. Con una continuità che solo i professionisti che si occupano di personal branding e di marketing social riescono a garantire. Ricordandosi sempre che sono, ormai, fondamentali per creare connessioni e interazioni, per lavorare.

Insomma: non se ne può fare a meno.

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